Storia

Le origini del complesso architettonico dell’attuale Educandato Uccellis risalgono al 1294, epoca in cui, in un fondo donato ad Enrico Uccellutto dal patriarca Raimondo della Torre, sorse un monastero di Clarisse del cui complesso faceva parte la chiesa di Santa Chiara, allora nella sua struttura originaria caratterizzata da facciata a capanna e interno ad aula. Affreschi trecenteschi che in origine si dovevano trovare nel corpo del monastero danno ancor oggi testimonianza di quest’epoca (Ocello Ocelli, la Vergine con il Bambino, Santa Chiara, Sant’Orsola e le compagne, la Madonna con il Bambino tra Santa Chiara e Santa Caterina d’Alessandria). Nel 1400 il convento ospitava monache provenienti da famiglie della nobiltà friulana, molte delle quali divennero vicarie o badesse. Nel 1500 le monache, insofferenti alla clausura e accusate talora di costumi immorali di vita, furono processate dal Sant’Uffizio perché accusate di diffondere idee anabattiste. Ai processi, che si conclusero nel 1600 e sancirono la colpevolezza di molte monache, fece seguito la riforma della regola, formalizzata dal patriarca F. Barbaro. Il complesso del monastero subì nel tempo modifiche nelle strutture architettoniche e tra il 1600 e il 1700 si procedette alla realizzazione degli affreschi prima nel coro della chiesa di Santa Chiara e successivamente nella chiesa stessa, il cui soffitto accolse i dipinti del Quaglio.

l'interno della Chiesa di Santa Chiara

Nel 1810, con la soppressione di tutte le congregazioni religiose avvenuta in età napoleonica, il monastero divenne una istituzione laica, le monache lasciarono il convento e il monastero divenne sede di scuola e collegio, ove l’insegnamento veniva impartito alle educande in discipline quali geografia, storia sacra e profana, aritmetica, calligrafia e lavori artistici e manuali. Nel 1820 furono accolte a risiedere nel collegio “le graziate”, fanciulle che dal settimo anno d’età fino al momento del matrimonio venivano allevate ed educate con i beni del lascito di Lodovico Uccellis, in ottemperanza alle disposizioni testamentarie dello stesso. Il collegio, divenuto famoso per la sua ricchissima biblioteca con volumi di ascetica, storia, manoscritti pregiati e carte geografiche, frequentato da un numero sempre crescente di allieve, accolse la visita di ministri d’istruzione italiani e di autorità dell’impero austro-ungarico, primi fra tutti l’imperatore Francesco I e l’imperatrice Elisabetta.

Nel 1868 il collegio fu dotato di scuola elementare e superiore con l’insegnamento delle lingue straniere e gli edifici, restaurati, vennero dotati di impianti per la distribuzione dell’acqua e per l’illuminazione a gas.

Nel 1910, a seguito di decreto regio, il collegio prese il nome di “Collegio nazionale femminile Uccellis” e si registrarono nuovi interventi per la realizzazione di locali (refettori, palestra e laboratori scientifici) e per l’introduzione, grazie ai sopralluoghi di Arturo Malignani, dell’illuminazione elettrica.

la Sala Ricevimento

Dopo la chiusura del collegio negli anni della prima e della seconda guerra mondiale, pur lentamente a causa della lentezza dei risarcimenti dei danni subiti dai locali dopo i bombardamenti, la attività didattica si riorganizzò e continuò fino alla fine del 1900. In tempi più recenti, alla scuola elementare, alla scuola media e al Liceo Pedagogico Sociale, si sono aggiunti il corso sperimentale del Liceo Classico Europeo e il corso del Liceo Coreutico e Musicale, attivi rispettivamente dagli anni scolastici 1996 e 2010.

(Lucia Arundello) 

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