ATTENZIONE AL WEB!

Usare in modo legale e responsabile il web e i social.

Le norme vanno conosciute per evitare di incappare in reati che possono costare molto caro e rovinare la vita.

L’Istituto Uccellis ha fortemente voluto l’incontro con la Polizia Postale di Udine che questa mattina ha spiegato ai ragazzi delle classi prime e seconde dei Licei quali sono le leggi di riferimento e quali sono i comportamenti a rischio di reato o reati veri e propri.

Dalla detenzione alla divulgazione di materiale pedopornografico (entrambi reati!), all’invio di foto o video troppo intimi; dalle buone regole di non pubblicare questioni troppo personali sui sociali, in quanto dalla Rete non si cancella nulla e tutto resta in Rete (e in qualsiasi momento si possono recuperare informazioni anche datate…), alle raccomandazioni funzionali a non accettare amicizie virtuali (si possono celare profili fake e potenziali pedofili od altri profili criminali).

Inevitabile anche la tematica, ampiamente dibattuta, sul cyberbullismo, sul sexting (neologismo frutto della fusione delle parole inglesi sex, sesso, e texting, invio di messaggi elettronici, che  delinea l’invio di immagini sessualmente esplicite), sulle videochat a rischio, sul deep web (il web sommerso, meglio noto come web dell’illegalità).

ll problema è che molto spesso manca la consapevolezza nei ragazzi della natura penale di certi comportamenti… sui quali la Polizia Postale ha voluto aprire gli occhi agli studenti.

Quattro aspetti sono stati evidenziati:

  • Fiducia: troppo spesso i ragazzi/le ragazze inviano proprie immagini o video nudi o sessualmente espliciti perché si fidano della persona a cui stanno inviando il materiale. Mostrano una scarsa consapevolezza che quello stesso materiale, se il rapporto (amicale o di coppia) dovesse deteriorarsi o rompersi, potrebbe essere diffuso come ripicca per quanto accaduto.
  • Pervasività: le possibilità che offrono i telefonini di nuova generazione permettono di condividere le foto proprie o altrui con molte persone contemporaneamente, attraverso invii multipli, condivisione sui social network, diffusione online;
  • Persistenza del fenomeno: il materiale pubblicato su internet può rimanere disponibile online anche per molto tempo. I ragazzi, che crescono immersi nelle nuove tecnologie, non sono consapevoli che una foto o un video diffusi in rete potrebbero non essere tolti mai più. Pensiamo, quindi, quando si dovrà affrontare una selezione lavorativa. Da tempo ormai le aziende ‘vagliano’ i profili dei candidati anche analizzando quello che hanno pubblicato, magari anche anni prima, sui social… Attenzione, quindi, a gestire in maniera non troppo personale il vostro profilo, esponendovi con dichiarazioni e commenti che potrebbero essere usati contro di voi  e potrebbero determinare anche un mancato colloquio o, peggio, un licenziamento!
  • Non consapevolezza: i ragazzi spesso non sono consapevoli di scambiare materiale pedopornografico.

oznor